Venezia a Sanremo 🎵🎶 Cristiano Moschini crea il Trofeo della palma e il leone per chi vincerà il Festival

in esclusiva per 25venice

Cristiano Moschini, veneziano, classe 1960, esibisce orgoglioso sul ponte di Rialto il Trofeo del Festival di Sanremo realizzato dalla sua ditta, Alessandro Santi fu Antonio. L’11 febbraio la preziosa statuetta in argento dorato massiccio cesellato a mano andrà al vincitore del 73esimo Festival di Sanremo in onda su Rai Uno ed Eurovisione in diretta dal Teatro Ariston da martedì 7 febbraio a sabato 11.

Da oltre quarant’anni Cristiano Moschini lavora incessantemente tra leoni e palme, timbri e targhe, bandiere e gagliardetti. “Attendo con trepidazione la notte dell’11 febbraio perché saprò il nome del cantante che conquisterà il Festival di Sanremo condotto da Amadeus”, esordisce così l’artigiano veneziano. Il Trofeo che sarà consegnato al vincitore nell’ultima serata del Festival della canzone italiana, considerato tra i più importanti al mondo, esce proprio dalla sua ditta e da oltre 50 anni.

“Tutto è iniziato con il nonno Vittorio che dagli anni Sessanta andava a svernare a Sanremo per due o tre mesi all’anno. Là procacciava lavoro. Era un imprenditore davvero in gamba. È stato un grande esempio”, spiega Cristiano, artigiano, progettista, consulente dall’idea ai bozzetti, alla creazione di articoli di vario genere.

Moschini racconta che i clienti del nonno erano soprattutto il Comune di Sanremo e le aziende autonome di soggiorno e turismo delle spiagge liguri. Per esempio, per loro, facevano i gettoni per il Casinò  e le coccarde della mostra internazionale canina. In casa la madre cuciva i nastrini di stoffa perché ogni settore aveva colori diversi, in negozio invece preparavano le spille in metallo coniato. Cristiano dice: “Siamo un’azienda storica artigianale classica del Veneto che significa garanzia. La nostra forza è stata la famiglia, l’essere radicati  in questo settore e avere una conoscenza tale che vendiamo il nostro know how. A volte mi trovo a fare il consulente anche se non produco personalmente come il Trofeo di Sanremo”. È composto da un insieme di lavorazioni. Per comporre la statuetta che non ha stampi passano 5 o 6 mani diverse di artisti. Per esempio c’è il fonditore che fa il corpo del leone e il cesellatore che prepara la base. Al tempo di nonno Vittorio interveniva lo scultore – ossia un argentiere cesellatore – che realizzava il Trofeo. Dalla sua scuola sono usciti tanti allievi. Questo tramandare la cultura artigiana con differenti lavorazioni ha permesso di tenerla viva. “Così abbiamo sempre firmato il Trofeo di Sanremo diventato il fiore all’occhiello della nostra artigianalità che è rimasta radicata a Venezia. È una lavorazione artistica di nicchia che abbiamo tenuto orgogliosamente”, sottolinea Cristiano.

© foto 25venice.press

Nel tempo il Trofeo si è leggermente trasformato. “Sempre il leone rampante in argento dorato appoggiato sulla palma ma la Rai voleva qualcosa di più scenografico come il ciuffo della palma con tanti rami colorati, il tronco composto da anelli fatti a mano più slanciato, l’astuccio più grande”.

La ditta di Cristiano realizza anche il Leone d’Oro della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. I leoni alati sono una ventina. Protagonista sempre nonno Vittorio ma questa è un’altra storia.

La storia

La ditta è storica, risale al 1850.  Era di Alessandro Santi fu Antonio, incisore della Real Casa. Nel 1935 il nome viene rilevato da Vittorio Moschini, l’attività viene poi continuata dal figlio Luigi “Nino”, oggi dal nipote Cristiano. “Rappresento quindi la terza generazione. Ho preso le redini della ditta nel 1980, mio nonno era ancora vivo. Il mio lavoro mi piace molto. Potrei chiudere e fare solo il consulente ma non riesco a rinunciare al contatto con la clientela soprattutto veneziana”. Nel tempo l’attività nata come laboratorio artigiano di timbri e incisioni si è trasformata. Aveva sede a Santa Maria Formosa, poi lo spaventoso incendio e l’immediato trasferimento in calle Fiubera al ponte dei Ferai. I Moschini abitavano sopra al negozio, Cristiano era un ragazzo. “Nel 1966 l’acqua granda ci ha allagati. Abbiamo perso tutto, un altro trasferimento”. Dal 1968 sono  a San Lio 5276, sestiere di Castello; la sede è formata da tre ambienti con negozio, magazzino, laboratorio. C’è anche una corte, in totale sono 65 metri quadrati. “In casa produciamo molto e molto affidiamo a terzisti. Siamo legati a collaboratori di fiducia che ci affiancano alle nostre attività”, osserva l’artigiano che aggiunge: “Grazie ad internet sono presente nel web e durante il covid mi sono salvato. Ho creato un sito online così spedisco in Italia e all’estero campanelli, targhe, numeratori, …”. Nel negozio il materiale principe è l’ottone ma viene lavorato anche l’argento, il bronzo, il plexiglass. La caratteristica è la lavorazione su misura, cioè sul sartoriale. Cristiano conclude: “Lavoriamo con soddisfazione anche sul commerciale. Siamo sempre rimasti in centro storico e continuerò finché potrò. Il lato dolente è che non potrò passare la mia esperienza a nessuno”.

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