Il XXXVII Premio “Pietro Torta” per il restauro di Venezia è stato assegnato “a tutti i Cittadini veneziani che con ordinaria straordinarietà si impegnano quotidianamente per mantenere Venezia città viva ed attuale”.
È scrosciato un lungo applauso sabato 25 novembre, nell’Aula Magna dell’Ateneo Veneto, in occasione del conferimento del Premio Torta, edizione 2023. Tanti gli ospiti presenti che sono stati accolti dalla presidente dell’Istituzione culturale Antonella Magaraggia, dal presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Città Metropolitana di Venezia Mariano Carraro, dal presidente del Collegio degli Ingegneri di Venezia Sandro Boato e dalla presidente della Commissione del Premio Torta Maura Manzelle.
All’inizio della cerimonia è stata ricordata la giovane Giulia Cecchettin e sul leggio è stato posizionato un paio di scarpette rosse, simbolo del 25 novembre associato alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
Interventi
Presidente Antonella Magaraggia: “Il premio Torta si sposa con la mission stessa dell’istituzione. Questa Presidenza ha, di recente, inaugurato un ciclo di eventi intitolato ATENEO per la CITTA’ e istituito un gruppo di lavoro dedicato. La nostra accademia, per la sua caratteristica di istituto culturale terzo, non può farsi portatore di “una” visione di città ma deve dare voce alle “varie” visioni della città, che nelle nostre sale possono essere presentate, discusse ed elaborate. Ho spesso affermato che la nostra accademia deve guardare al passato per costruire il futuro. A ben vedere, è l’operazione che deve fare il restauratore. Non è un caso che proprio all’Ateneo sia nato – e soffierà 50 candeline il prossimo anno – il Premio Torta per il restauro di Venezia”.
Presidente Mariano Carraro: “Venezia è viva è il titolo del mio intervento! E cercheremo di farla vivere il più a lungo possibile, con tutte le nostre forze, con le competenze che ciascuno di noi è in grado di mettere in campo. Il premio intitolato all’ing Torta, edizione 2023, ha proprio questo significato: è un premio a tutti coloro che operano per mantenere viva Venezia. Grazie a loro. In particolare in questa edizione la commissione ha ampiamente dibattuto sul concetto di restauro e recupero, sul modo di intenderlo: pieno rispetto di ciò che esiste ed è stato tramandato fino a noi e in primis del patrimonio storico-monumentale-artistico-culturale e, non da ultimo, ambientale, ma anche visione dinamica della città, proiettandola verso il futuro, nel recupero del ruolo di fabbrica dell’innovazione, officina, industria che ha svolto per oltre un millennio e che può continuare a svolgere in futuro, con le tecnologie disponibili oggi e in progress”.
Presidente Sandro Boato: “Venezia è pur sempre una città viva, e come tale è soggetta ad una evoluzione che varia ad ogni periodo storico. Oggi la sua sopravvivenza e la sua conservazione sono messe a dura prova da un turismo sempre più invadente e poco rispettoso del suo patrimonio artistico e dei suoi abitanti. Per restituire la città ai suoi abitanti, bisogna creare le condizioni perché non diventi un lusso ma un diritto dei suoi cittadini, va trovato un equilibrio tra il rispetto di ciò che è stato fatto e la necessità di garantire ai cittadini veneziani una vita agevole al pari delle altre città, lavorando sul rinnovamento del tessuto urbano per rendere la città più sicura, ma anche più contemporanea”.
Presidente Maura Manzelle: “Venezia non ha mai fondato la sua identità sull’esclusione e oggi la società in cui viviamo richiede di pensare in modo maggiormente complesso al concetto di “cittadino” includendo diverse accezioni: coloro che frequentano la città con stabilità o per periodi; che la abitano per periodi più o meno lunghi; che lo fanno per motivi familiari, o lavorativi, o di studio; che la abitano per scelta; che la frequentano per turismo e così via. Il ripristino delle condizioni per cui Venezia possa essere ancora considerata una città passa attraverso la possibilità di abitarla, di viverla, ognuno con motivazioni diverse, tempi diversi, modalità diverse, ma tutte concorrenti a dinamiche appropriate alla necessaria mixité e alla particolare, oggettiva, fragilità della città”.
Tra le autorità l’assessore comunale all’urbanistica e ambiente Massimiliano De Martin che, prima di consegnare gli stemmi della Città di Venezia ai tre presidenti degli enti organizzatori, ha dichiarato: “Questo premio rappresenta il momento di consacrazione di una categoria, ingegneri, che ha contribuito al mantenimento di Venezia. Bisogna continuare con questa iniziativa sostenendola mettendoci risorse, impegno e continuità. Sappiamo quanto Venezia abbia bisogno di costante manutenzione, a volte straordinaria, che abbiamo quantificato in termini economici sia intorno ai 150 milioni di euro annui”.
L’ospite e il libro
Lo scrittore Tiziano Scarpa, Premio Strega, ha letto alcuni brani tratti dal suo “Catalogo delle onde”. Il volume è dedicato alle acque della laguna, elemento fondante dell’essere Venezia, come spunto per riflessioni sulla condizione della città e dei suoi abitanti.
A ricordo della speciale edizione i presenti hanno ricevuto un libro curato da Maura Manzelle e Francesco Trovò, entrambi dello Iuav, corredato da fotografie di Alessandra Chemollo, veneziana “per scelta” che da anni con la sua arte racconta la Venezia materiale e immateriale. Il volume è stato realizzato con una copertina “riflettente” per permettere ai cittadini di vedere se stessi e per “riflettere” sul già fatto e sul quanto da fare ancora per Venezia. Copie gratuite del libro sono disponibili presso la Segreteria dell’Ateneo Veneto, Campo San Fantin, Venezia.
Un’edizione davvero singolare e speciale, quella del 2023, che ha visto vincitore non un singolo bensì l’intera “comunità abitante” che si è distinta “nel promuovere o realizzare importanti interventi di restauro e recupero del patrimonio architettonico, ambientale o infrastrutturale di Venezia e del territorio della Città Metropolitana di Venezia”. Continua la motivazione: “Rilevando il ruolo e la responsabilità sempre maggiori delle comunità nell’esprimere istanze consapevoli e percorrere soluzioni sostenibili, facendosi soggetti attivi dei processi di rigenerazione e di manutenzione continua delle città, il premio viene assegnato a tutti i Cittadini veneziani”.
Premio Torta
Fu istituito nel 1974 dall’Ateneo Veneto in memoria dell’ingegnere Pietro Torta, per anni presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Venezia nonché appassionato cultore dell’opera di restauro del patrimonio edilizio della città. A partire dal 1999 il Premio ha assunto cadenza biennale e viene organizzato dall’Ateneo Veneto in collaborazione con il contributo dell’Ordine degli Ingegneri della Città Metropolitana di Venezia e del Collegio degli Ingegneri di Venezia, a personalità, italiane o straniere, che si siano particolarmente distinte nel promuovere, progettare, dirigere o realizzare opere di restauro e recupero del patrimonio architettonico, ambientale o infrastrutturale di Venezia e del territorio della Città metropolitana di Venezia.
La Commissione
Il Premio Pietro Torta 2023 è stato assegnato dalla Commissione composta da: Maura Manzelle (presidente), Sandro Boato, Mariano Carraro, Mario De Marchis, Vittorio Drigo, Gianmario Guidarelli, Mauro Marzo, Francesco Trovò (segretario).
