Grazie Papa Francesco!

Grazie Papa Francesco! “Che emozione! A Venezia lo attendavamo da tanto tempo. E’ una giornata storica”. E’ il commento di migliaia di residenti. Dal carcere femminile della Giudecca al campo della Salute, poi infine in Piazza San Marco gremita di fedeli, oltre 10.000 persone.

Video di Flavio Marinello

Il Santo Padre è arrivato in papamobile con una rosa bianca superando il ponte provvisorio galleggiante che dalla Salute porta dritto a San Marco. Accompagnato dal Patriarca di Venezia Moraglia, Papa Francesco era in anticipo rispetto al programma.

E’ questa la sintesi del suo pontificato: un Papa sempre in movimento, un Papa sempre dalla parte delle persone più fragili, in questo caso le donne recluse. Il segno del magistero del Pontefice è proprio questo: un abbraccio, una carezza, una lampada che si accende verso l’umanità.

Con le 80 detenute

Papa Francesco che alle ore 7,55 è atterrato in elicottero nel piazzale interno del carcere ha incontrate le donne recluse (nelle foto) e le ha salutate una per una. Momenti di gioia e commozione durante il suo discorso alla presenza del Patriarca Francesco Moraglia, del Ministro della Giustizia Carlo Nordio, del Provveditore Rosella Santoro, della Direttrice Mariagrazia Bregoli, del Comandante della Polizia penitenziaria Lara Boco e di tutto il personale.

Le sue parole hanno toccato il cuore di tutti: “Ho desiderato incontrarvi all’inizio della mia visita a Venezia per dirvi che avete un posto speciale nel mio cuore. Ogni persona porta ferite e cicatrici. E Dio ci vuole insieme. Il carcere è una realtà dura. Però può anche diventare un luogo di rinascita, rinascita morale e materiale, in cui la dignità di donne e uomini non è “messa in isolamento”, ma promossa attraverso il rispetto reciproco e la cura di talenti e capacità. Per favore non isolare la dignità ma dare nuove possibilità! E adesso mi cacciano via! Grazie, grazie tante, vi ricorderò! E avanti e coraggio, non mollare, coraggio e avanti!”.

Particolare lo scambio dei doni. Papa Francesco ha donato un quadro con l’immagine della Madonna con il Bambino, le detenute invece gli hanno offerto prodotti realizzati nei laboratori. Tra questi uno zucchetto bianco che il Papa ha subito indossato, due papaline una sopra l’altra e un sorriso.

Con gli artisti della Biennale Arte

Nella chiesa della Maddalena delle Convertite, interna al carcere, Papa Francesco ha visitato il Padiglione della Santa Sede intitolato “Con i miei occhi” allestito in occasione della Biennale Arte. Si è poi intrattenuto con gli artisti e i curatori presentati dal cardinale José Tolentino de Mendonca, prefetto per il dicastero della cultura e dell’educazione, che ha precisato: “La sua visita è la prima che un Papa dedica alla Biennale Arte, e come tale costituisce una tappa storica”.

Un simpatico aneddoto. All’uscita dal carcere il Pontefice ha trovato un gruppetto di bambini e il Papa si è fermato con loro. Un bimbo gli ha “offerto” (a 1 euro) un libretto. “Questo si chiama coraggio! Nella vita osate sempre come questo bambino”, ha detto il Papa.

Alla Salute con i 1.500 giovani

Dall’isola della Giudecca al campo della Basilica della Salute dove il Santo Padre ha incontrato quasi 1.500 giovani in festa provenienti dalle 15 diocesi del Triveneto. E lungo il percorso acqueo in motoscafo remiere e associazioni di voga veneta hanno salutato il Papa con il tradizionale alzaremi.

Ai giovani, il Santo Padre, si è rivolto sottolineando due verbi: alzarsi e andare. “Alzarsi da terra perché siamo fatti per il cielo, alzarsi per stare in piedi di fronte alla vita. Il segreto di grandi conquiste è la costanza. Andare significa farsi dono. La vita chiede di uscire dal mondo ipnotico dei social che anestetizza l’anima”. Poi l’invito di Papa Francesco: ” Usate il cellulare ma incontrate le persone, abbracciate la vita”. In dono ha ricevuto una forcola in legno di noce fabbricata dal maestro d’ascia Matteo Tamassia. Accompagnato dai giovani il Santo Padre ha attraversato il ponte galleggiante in papamobile fino ai Giardini reali.

Ad accoglierlo il Sindaco di Venezia, il presidente della Regione del Veneto e il prefetto Darco Pellos.

In Piazza San Marco con 10.000 persone. Venezia unica, bella, fragile

L’arrivo in Piazza è stato un bagno di folla tra applausi, strette di mano, consegne di lettere e carezze a neonati. Raggiunto il palco davanti all’Ala Napoleonica delle Procuratorie – dov’erano eccezionalmente posizionati il paliotto del tesoro di San Marco e l’icona della Madonna della Salute, chiamata Mesopanditissa, cioè mediatrice di pace, portati di buon mattino dai collaboratori della Procuratoria di San Marco (nella foto Alvise Busetto, Claudio Toppo, Sebastiano Orlandini) – è iniziata la santa messa concelebrata con il Patriarca Moraglia e i Vescovi del Nordest.

Nell’omelia Papa Francesco si è soffermato sulla città di Venezia, unica, bella, fragile: “Costruita sulle acque e riconosciuta per questa sua unicità come uno dei luoghi più suggestivi al mondo Venezia è un tutt’uno con le acque su cui sorge, e senza la cura e la salvaguardia di questo scenario naturale potrebbe perfino cessare di esistere. Se oggi guardiamo a questa città di Venezia, ammiriamo la sua incantevole bellezza, ma siamo anche preoccupati per le tante problematiche che la minacciano: i cambiamenti climatici che hanno un impatto sulle acque della laguna e sul territorio; la fragilità delle costruzioni, dei beni culturali, ma anche quella delle persone; la difficoltà di creare un ambiente che sia a misura d’uomo attraverso un’adeguata gestione del turismo e inoltre tutto ciò che queste realtà rischiano di generare in termini di relazioni sociali sfilacciate, di individualismo e solitudine. Abbiamo bisogno che le nostre comunità cristiane, i nostri quartieri, le città diventino luoghi ospitali, accoglienti, inclusivi. E Venezia, che da sempre è luogo di incontro e di scambio culturale, è chiamata ad essere segno di bellezza accessibile a tutti, a partire dagli ultimi, segno di fraternità e di cura per la nostra casa comune. Non dimentichiamo il patrimonio umano. Venezia, terra tra fratelli”.

Tra gli applausi il grazie del Patriarca Francesco Moraglia

“La parola che insieme Le diciamo – ad una sola voce e con tutto il cuore – è grazie! Oggi abbiamo vissuto una giornata indimenticabile. Gli abitanti di Venezia e delle terre del Nordest sono persone laboriose, oneste, generose. In passato hanno vissuto sulla loro pelle e, quindi, sanno bene cosa voglia dire lasciare la propria terra e migrare. Sì, conoscono bene il dramma che, oggi, molto vivono. Venezia è città bella, fragile, unica e, da sempre, ponte fra Oriente e Occidente, è e vuole essere anche oggi crocevia di popoli, culture e differenti fedi.

Come segno concreto e duraturo di questa Sua visita, la Chiesa di Venezia intende mettere a disposizione di soggetti fragili, in particolare donne che cercano il reinserimento sociale, otto mini-alloggi; si tratta di spazi ristrutturati nella Casa della Carità (ex convento delle Muneghette), intitolata a San Giuseppe e situata nel centro storico di Venezia.

Infine, Santo Padre, ancora grazie per la parola “pace” che instancabilmente risuona sulle Sue labbra. Caro Papa Francesco, la Madonna della Salute l’accompagni sempre e noi, con affetto, Le rivolgiamo il saluto tutto veneziano: viva San Marco, viva Venezia!”.

In Basilica San Marco

Dopo la messa Papa Francesco ha pregato davanti alle reliquie di San Marco. All’alba la ditta Fratelli Toniolo (nella foto) aveva predisposto una speciale rampa interna e smontato il ponteggio del restauro che sarà rimontato già da domani mattina.

Video di Vittorio Baroni

Il commento del Sindaco di Venezia

“Un’omelia bellissima, straordinaria. Grazie a Papa Francesco per questa visita a Venezia. Un evento che, sono sicuro, rimarrà nella storia della nostra Città. Rilanciamo, uniti, il messaggio di concordia del Santo Padre, a cosa possiamo fare per migliorarci ogni giorno, per il bene di tutti. Significativa la presenza di tante autorità civili e militari, ma anche di tutti i sindaci metropolitani che la fascia tricolore a testimoniare una comunità unita”.

Un lavoro di squadra importante e ordinato dove tutto è filato liscio, una domenica di festa con una grande organizzazione e un imponente dispiegamento di forze dell’ordine.

Papa Francesco ha lasciato Venezia per raggiungere il Vaticano alle ore 13 dal carcere della Giudecca sorvolando Piazza San Marco.

Immagine di copertina “Patriarcato di Venezia / Gente Veneta”