On Weaving, architettura, preghiera e memoria nella Venezia della Biennale

All’Abbazia di San Gregorio, nell’ambito della 19. Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia – prende forma “Rooted Transience”, evento collaterale curato da Faysal Tabbatah.

La mostra presenta il progetto vincitore dell’AIMusalla Prize, concorso internazionale promosso dalla Diriyah Biennale Foundation (DBF) per la progettazione di musalla – spazi temporanei per la preghiera e la riflessione, aperti a tutti.

Il progetto selezionato, “On Weaving”, è firmato dallo studio EAST Architecture Studio in collaborazione con l’artista Rayyane Tabet e la società di Ingegneria AKT II.

Realizzato con scarti di palme da dattero, materiali simbolici e sostenibili della tradizione saudita, il padiglione si sviluppa attorno a un cortile centrale e una sala di preghiera. Le fronde della palma sono state impiegate per colonne e travi, mentre le fibre hanno dato vita a una facciata tessile ispirata alle antiche tecniche di intreccio. L’effetto è quello di un struttura leggera, accogliente e profondamente radicata nel paesaggio culturale da cui proviene.

In un tempo dominato dalla velocità e dalla connessione continua “On Weaving” propone una pausa: uno spazio per fermarsi, per ascoltare, per raccogliersi. E anche per gustare.

Durante la visita è possibile degustare tre varietà di datteri provenienti da diverse regioni dell’Arabia Saudita. Un’esperienza sensoriale che completa il percorso espositivo offrendo un assaggio concreto – nel vero senso della parola – di un patrimonio culturale ricco e in continua evoluzione.

Succede a Venezia dove l’antico e il contemporaneo si intrecciano, come le fibre di palma, in un gesto che parla di ospitalità, identità e futuro.