Questa sera, in Piazza San Marco, il fuoco olimpico si accenderà in uno dei luoghi più simbolici del mondo.
A compiere il gesto in Piazza San Marco intorno alle 19 è stata Sandra Truccolo, campionessa paralimpici che rappresentano una storia dello sport come riscatto, eccellenza e responsabilità sociale.
Sandra Truccolo, veneziana, classe 1964, è una delle figure più rappresentative dello sport paralimpico italiano. Due volte campionessa del mondo e una volta campionessa d’Europa, ha conquistato due medaglie d’oro ai Giochi Paralimpici di Atlanta e Sydney nel tiro con l’arco a squadre. Dopo un grave incidente stradale che ha segnato profondamente la sua vita, ha trasformato lo sport in un percorso di rinascita, affermandosi ai massimi livelli internazionali e diventando, nel tempo, una testimone autorevole dei valori di inclusione, determinazione e pari opportunità.
Alla cerimonia c’era anche Antonio Fantin, friulano di Latisana, classe 2001, protagonista assoluto del nuoto paralimpico mondiale. Campione olimpico nel 100 metri stile libero ai Giochi Paralimpici di Tokyo 2020 e Parigi 2024, vanta un palmarès straordinario, tredici titoli mondiali e dieci titoli europei. È inoltre detentore dei record mondiale ed europeo nei 50 e 100 metri stile libero, simbolo di una carriere costruita sull’eccellenza, sulla costanza e sulla capacità di superare ogni limite.
L’accensione del braciere diventa così un gesto che va oltre la celebrazione sportiva. Diventa l’incontro di percorsi di altissimo livello che incarnano lo spirito più autentico dei Giochi Paralimpici.
Nel racconto dello sport trova spazio Daniele Scarpa, veneziano, classe 1964, olimpionico della canoa e marito di Sandra Truccolo. Galeotte furono le Olimpiadi del 1996, disputate ad Atlanta negli Stati Uniti, da cui prese avvia una storia personale e sportiva fondata su valori condivisi. Il matrimonio arriva il 7 luglio 2007, ma già da tempo il loro cammino è intrecciato anche nell’impegno educativo.
Insieme, Truccolo e Scarpa hanno portato lo sport nelle scuole per promuoverne i valori più profondi e hanno fondato Canoarepublic, con sede a Cavallino (Venezia). È un progetto che racchiude il loro spirito dove lo sport si fa tutti insieme, senza barriere e senza esclusioni. “Ci impegniamo ogni giorno per favorire lo sviluppo dello sport, la crescita personale dei ragazzi e la coesione, con l’obiettivo di diventare una squadra sempre più grande”, spiegano.
Lo sguardo è già rivolto al futuro. Tra un mese prenderà il via il progetto “Olimpiadi in carcere”, con il patrocinio del CONI, che porterà lo spirito olimpico negli istituti penitenziari attraverso attività sportive e un simulatore di voga. Un’iniziativa che conferma come il fuoco acceso oggi in Piazza San Marco non sia solo simbolico ma destinato a continuare a illuminare percorsi di dialogo, educazione e riscatto.
Questa sera, a Venezia, il braciere non accenderà soltanto Piazza San Marco ma richiamerà valori profondamente radicati nella storia della città. Venezia, da sempre luogo di incontro, solidarietà e attenzione alla comunità, riconosce nello sport uno strumento fondamentale di inclusione, educazione e coesione sociale. La fiaccola olimpica diventa così espressione concreta di u n impegno condiviso, capace di unire eccellenza sportiva e responsabilità civile. Un messaggio che va oltre l’evento e che conferma il ruolo di Venezia come città attenta alle persone, alle opportunità e ai valori universali dei Giochi.
Foto: gentile concessione Daniele Scarpa, Valentina Lombardi, Andrea Rizzo (Reale Società Canottieri Querini)





