Fino a Venezia da Trento, il sogno olimpico di Giada

Giada e l’emozione unica di trovarsi davanti alla fiaccola olimpica in Piazza San Marco.

Un sogno che nasce a Trento, cresce tra le calli di Venezia e prende forma a Milano, nel cuore pulsante delle Olimpiadi.

È la storia di Giada Demattè, classe 2003, studentessa universitaria che a febbraio vivrà in prima persona uno degli eventi sportivi più importanti al mondo, entrando a far parte dello staff dei Giochi di Milano Cortina come volontaria nel settore delle relazioni internazionali.

C’è chi colleziona souvenir e chi esperienze. Giada appartiene decisamente alla seconda categoria. Nata a Trento, oggi vive a Venezia, immersa in una città che ogni giorno insegna ad aprirsi al mondo. In laguna Giada studia lingue occidentali a Ca’ Foscari. Sportiva, curiosa e determinata, ha sempre avuto una marcia in più e ha fatto delle lingue il suo ponte naturale verso gli altri, inglese e francese non sono solo strumenti di studio ma chiavi per costruire relazioni e abbattere confini.

Dopo un percorso di selezione fatto di colloqui e formazione è arrivata la conferma tanto attesa: Giada farà parte dell’organizzazione dei Giochi olimpici. A Milano lavorerà in un ambito delicato e strategico, quello delle relazioni internazionali. Sarà al Westin Palace, tra eventi e cerimonie dove atleti, delegazioni e istituzioni si incontrano e dialogano. Un ruolo che richiede responsabilità, sensibilità e uno sguardo aperto sul mondo.

Ma l’Olimpiade, per Giada, è già diventata realtà ancora prima dell’inizio ufficiale. Il 22 gennaio ha assistito a Venezia, in Piazza San Marco, a uno dei momenti più simbolici, l’arrivo della fiaccola olimpica. Un istante capace di fermare il tempo e trasformare la città lagunare in un palcoscenico unico carico di emozione e partecipazione.

La fiaccola, portata dai tedofori, ha attraversato il Canal Grande sulla Serenissima, l’imbarcazione a remi da cerimonia, scivolando sull’acqua tra storia, bellezza e spirito olimpico. Poi nella gremita Piazza la veneziana Sandra Truccolo, campionessa paralimpica di tiro con l’arco, ha acceso il braciere di fine tappa. Giada era lì, tra la folla, a osservare e a sentirsi già parte di qualcosa di grande. “Che emozione! Vederla passare così, nella mia città universitaria, è stato incredibile”, racconta. “Sapere che presto contribuirò anch’io alle Olimpiadi ha reso quel momento ancora più speciale. Non capita tutti i giorni di poterle vivere da dentro”.

Oggi Giada, mentre prosegue i suoi studi, conta i giorni che la separano dall’inizio di quest’avventura. Un’esperienza che parla di passione, impegni e sogni che prendono forma. Un viaggio che parte da Trento, passa per le aule universitarie veneziane e approda su un palcoscenico internazionale. E chissà che, tra un accredito, un sorriso e un saluto in più lingue, non sia proprio una giovane cafoscarina a far sentire gli ospiti delle Olimpiadi di Milano Cortina un po’ più a casa.