Il Carnevale conquista Venezia, da Piazza San Marco al Canal Grande fino all’Erbaria

Grande protagonista la delegazione dell’Istria, simbolo del dialogo tra le due sponde dell’Adriatico.

È partito il 31 gennaio il Carnevale di Venezia promosso dal Comune insieme a Vela spa. Quest’anno, firmato dal direttore artistico Massimo Checchetto, è ispirato al tema “Olympus – Alle origini del gioco”. Un omaggio alle radici mitiche, sportive e culturali della competizione e della festa. Un avvio spettacolare che ha trasformato la città in un grande palcoscenico a cielo aperto, tra sogno, eleganza e partecipazione confermando ancora una volta la vocazione internazionale del Carnevale veneziano.

Sabato 31 gennaio – Il Gran Ballo, in Piazza San Marco

La magia del Carnevale ha preso forma nel cuore della città con il Gran Ballo in Piazza San Marco, evento realizzato in collaborazione con Netflix in occasione del lancio della quarta stagione di Bridgerton.

Sulle iconiche colonne sonore della serie, Venezia si è trasformata in un raffinato salone ottocentesco all’aperto, coreografie eleganti interpretate da ballerini professionisti hanno animato la Piazza tra costumi sontuosi ispirati ai primi anni dell’Ottocento e movimenti armoniosi curati nei minimi dettagli. Uno spettacolo che ha incantato il pubblico e ha regalato uno dei momenti più iconici dell’inizio del Carnevale.

A rendere la serata ancora più suggestiva una spettacolare danza verticale, due ballerini, sospesi su eliosfere, hanno volteggiato tra cielo e architettura disegnando nello spazio movimenti leggeri e poetici. Un’atmosfera rarefatta e incantata ha così aperto la notte veneziana sotto il segno della meraviglia.

Domenica 1 febbraio – Il corteo acqueo sul Canal Grande

Il giorno successivo lo spettacolo si è spostato sull’acqua. Da Punta della Dogana a Rialto il tradizionale corteo acqueo in collaborazione con il Coordinamento Associazioni Remiere di Voga alla Veneta ha visto sfilare centinaia di imbarcazioni a remi tra coriandoli multicolori, la gigantesca ”pantegana” di cartapesta simbolo della festa, il sole e una folla entusiasta assiepata lungo le rive. Una Venezia insolita e affascinante sospesa tra sogno e magia che ha confermato ancora una volta il legame indissolubile tra la città e il suo elemento naturale.

In Erbaria il Carnevale dell’incontro

È però in Erbaria che il Carnevale ha espresso con forza il suo volto più autentico, quello dell’incontro tra popoli, storie e identità. Accanto ai protagonisti più popolari – come il simpatico gruppo Murano-Cortina arrivato per ricordare le Olimpiadi del 1960 con sci, scarponi e medaglie, la coloratissima Remiera di Jesolo e i caratteristici “cocai” ha avuto un ruolo centrale la partecipazione delle comunità italiane dell’Istria, autentico ponte culturale tra le due sponde dell’Adriatico.

Otto le comunità italiane presenti – Crassiza, Buie, Momiano, Castelvenere, Albona, Valle, Gallesano e Dignano – guidate dal presidente dell’Unione italiana Marin Corva. Nel ricevere una targa dal consigliere delegato alla Tutela delle tradizioni del Comune Giovanni Giusto, Corva ha sottolineato: “La nostra partecipazione richiama il profondo legame storico e culturale tra Venezia e la sponda orientale dell’Adriatico. Qui ci sono le nostre origini. Interpretiamo il Carnevale come spazio simbolico di dialogo, identità e pace”.

Nel pomeriggio, alle ore 16, il gruppo – composto da 30 figuranti in splendidi costumi originali creati dal Teatro di Fiume per la Olympus Edition con maschere realizzate nei laboratori istriani guidati dai maestri veneziani Franco Cecamore e Lucio Lizzul – è salito sul palco di Piazza San Marco accolti da “Olympus” e dagli applausi di migliaia di persone. Nel salutare la Piazza il presidente Corva ha ricordato: “Essere su questo palco è un grande onore. Le nostre comunità hanno un legame secolare con Venezia che tuteliamo”. Poi la foto ricordo e il ritorno in Istria nel segno di una partecipazione sentita e condivisa.

Le Due Sponde Adriatiche 2026 – Olympus Edition

Un Carnevale che unisce, racconta e celebra. Venezia si conferma ancora una volta crocevia di culture, storie e immaginari, capace di guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici rafforzando il dialogo con l’Istria e con tutte le comunità che da secoli condividono il patrimonio culturale dell’Adriatico.