A Venezia l’ingegneria non è solo calcolo e cementi. È acqua che si governa, terra che si bonifica, città che si rialza dopo il fuoco e dopo le maree.
È un equilibrio sottile tra storia e futuro. E proprio nel giorno dedicato nel mondo allo sviluppo sostenibile, l’Ordine degli Ingegneri della Città Metropolitana di Venezia – conta circa 2400 iscritti – ha scelto di raccontare i suoi primi cento anni.
Cento anni di storia, opere, innovazione e responsabilità civile.

Nella sede di Mestre, il presidente Mariano Carraro che ha presentato il programma delle iniziative e ha parlato di “responsabilità verso il territorio”. Parole che qui, più che altrove, hanno un peso specifico. Perché il territorio veneziano non è mai stato semplice scenario, ma materia viva, fragile, complessa, da comprendere prima ancora che da trasformare.
Il Centenario (1926–2026) non è solo una ricorrenza istituzionale, è un traguardo che coincide con una riflessione pubblica sul ruolo dell’ingegneria nello sviluppo del territorio veneziano, tra grandi opere, tutela ambientale e trasformazioni urbane. È un viaggio dentro un secolo che ha cambiato il volto della laguna e della terraferma.
Le grandi opere, le grandi sfide
Ci sono i nomi che tutti conoscono: Porto Marghera, il Passante di Mestre, l’Aeroporto Marco Polo. E poi il Teatro La Fenice che rinasce dalle ceneri, il MOSE che prova a dialogare con le maree, l’M9 che racconta il Novecento dentro un’architettura contemporanea.
Dietro queste opere ci sono stati progettisti, tecnici, visioni, ma anche dubbi, conflitti, scelte difficili. L’ingegneria veneziana è passata dalle bonifiche del primo Novecento alla ricostruzione del dopoguerra, fino alla gestione dell’“Acqua Granda”, quando la città si è ritrovata ancora una volta a fare i conti con la sua natura anfibia.
“Abbiamo ricostruito un secolo di opere, personaggi e idee”, ha spiegato Maurizio Pozzato, coordinatore del Comitato Scientifico del Centenario. Un lavoro corale che diventerà un volume storico, curato da Donatella Calabi, capace di intrecciare tecnica e società.
Non solo infrastrutture, ma storie
Il libro non si limita a elencare cantieri. Racconta anche le vite. Quelle degli ingegneri ebrei colpiti dalle leggi razziali. Quelle di figure simboliche come Giuseppe Taliercio. E quelle, sempre più numerose, delle donne che negli ultimi decenni hanno cambiato il volto di una professione un tempo quasi esclusivamente maschile.
C’è un filo rosso che attraversa tutto: l’ingegneria come servizio pubblico, come responsabilità civile. In una città dove ogni intervento è una scelta delicata, ogni calcolo diventa anche gesto politico, ogni progetto si misura con la memoria.
Una città laboratorio
Il programma del 2026 porterà eventi tra Venezia, Mestre, Chioggia e San Donà di Piave. La presentazione del volume alla Scuola Grande di San Rocco e il convegno tecnico all’M9 saranno i momenti centrali, ma una mostra itinerante racconterà al grande pubblico come acciaio, calcestruzzo, energia e luce abbiano contribuito a modellare l’identità metropolitana.
Anche i partner industriali – da Edison a Mapei fino a iGuzzini – hanno sottolineato un concetto comune: senza ingegneria non c’è transizione energetica, non c’è innovazione, non c’è qualità urbana.
Eppure, a Venezia, l’ingegneria è qualcosa di più. È dialogo continuo con l’acqua. È manutenzione silenziosa. È previsione. È capacità di immaginare il futuro sapendo che qui il futuro arriva sempre prima, portato da una marea.
Il Centenario non è allora soltanto una celebrazione. È una domanda aperta. Come si progetta il prossimo secolo in un territorio che vive sul confine tra terra e mare? Forse la risposta sta proprio in questi cento anni, nella competenza che si fa cura, nella tecnica che diventa cultura, nell’innovazione che non dimentica la fragilità.
A Venezia, l’ingegneria non costruisce soltanto opere. Costruisce equilibri.
Il Centenario è patrocinato dal Consiglio Nazionale Ingegneri, Città Metropolitana di Venezia con il supporto dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, iGuzzini, Edison, Mapei, ANCE Venezia, FM Ingegneria, Planum, ingegnere Pierluigi Alessandri, Veritas, Divisione Energia, Cereal Docks e i partner organizzativi Collegio Ingegneri Venezia, Centro Studi Urbanistici del Veneto, DSC Fiorini e Fondazione Ingegneri Veneziani.
