Bellini sotto i riflettori, restauro live in open space alle Gallerie dell’Accademia

Venezia si prepara a un evento unico. Alle Gallerie dell’Accademia prende vita un restauro live in open space. Per la prima volta la Pala di San Giobbe di Giovanni Bellini viene restaurata direttamente in museo, visibile al pubblico durante tutte le fasi del lavoro.

Un vero cambio di paradigma. Il restauro non è più un’attività nascosta dietro le quinte ma un cantiere a vista, aperto e condiviso. Una scelta che unisce rigore scientifico e spettacolo culturale.

Capolavoro del Rinascimento veneziano la pala fu dipinta negli anni Ottanta del Quattrocento per la chiesa di San Giobbe. Raffigura una Madonna col Bambino in trono circondata da santi di epoche diverse. Entrata nelle collezioni pubbliche nel 1815, l’opera è oggi uno dei simboli del museo.

Il tempo ha, però, compromesso il supporto ligneo composto da tredici assi di pioppo e la superficie pittorica ha subito gli effetti dell’usura. Le recenti indagini diagnostiche hanno rivelato la raffinatezza della tecnica di Bellini, dalla preparazione a gesso e colla alla sottile imprimitura chiara, fino all’uso di pigmenti preziosi che conferiscono all’opera una luminosità straordinaria.

Il laboratorio open space è stato progettato per garantire condizioni ottimali senza interrompere il percorso espositivo. I visitatori possono così seguire in diretta ogni fase del restauro live, osservando da vicino il lavoro dei restauratori.

“È un passo importante verso la trasparenza e la condivisione”, ha dichiarato il direttore Giulio Manieri Elia. “Mostrare il restauro significa rendere visibile il lavoro scientifico e la responsabilità che stanno dietro la tutela del patrimonio”.

Il progetto, dal valore di 500 mila euro, è sostenuto anche da Venetian Heritage grazie al contributo di Roger Thomas e Arthur Libera, a conferma del ruolo decisivo della collaborazione tra pubblico e mecenatismo internazionale. Il direttore di Venetian Heritage, Toto Bergamo Rossi, ha sottolineato: “Sostenere questo restauro significa contribuire alla salvaguardia di un’opera fondamentale per la storia dell’arte veneziana e per la comprensione dell’evoluzione pittorica di Giovanni Bellini”. Ha inoltre annunciato che, durante i circa due anni di lavori, saranno organizzati incontri aperti al pubblico.

Tra i restauratori impegnati Roberto Saccuman e Giulio Bono. In questi giorni la pala è stata consolidata su supporti in acciaio e legno, mentre nelle aree più fragili della superficie pittorica sono state applicate lunghe veline giapponesi.

Più di un restauro, un vero laboratorio open space che avvicina il pubblico ai processi di tutela e trasforma la conservazione in un’esperienza viva, partecipata e spettacolare.