Daniele Barbaro ha 39 anni e nella vita fa il portabagagli al porto. Da sempre, accanto al lavoro quotidiano, coltiva una passione profonda e silenziosa, la fotografia naturalistica.
Una passione nata da bambino, quando osservava gli animali con curiosità e meraviglia, che oggi si traduce in scatti capaci di emozionare. Per immortalare i suoi soggetti, Daniele si alza prima dell’alba. In sella alla sua bicicletta pieghevole attraversa la città ancora addormentata, alla ricerca di quei momenti unici in cui la natura si rivela. Lio Piccolo, Treporti, San Giuliano e Campalto sono i luoghi preferiti. Non si limita a fotografare, osserva, studia, aspetta. Poi, con pazienza, scatta.
I protagonisti delle immagini sono soprattutto uccelli, scriccioli, cinciallegre, aquile, perfino due civette (ai Frari) e una poiana (in Piazzale Roma) avvistate in pieno centro storico. Presenze spesso invisibili ai più, ma che attraverso il suo obiettivo diventano vive, intense, quasi intime.
Tra gli incontri più sorprendenti che ha avuto, ce n’è uno che difficilmente dimenticherà. Nel bacino di San Marco, Daniele è riuscito a fotografare anche il delfino Mimmo. “Mi ero sistemato in punta alla Dogana. Ho visto tante bolle – così fanno i delfini quando cacciano per stordire i pesci – e poi Mimmo è emerso con un cefalo in bocca. Ero sbalordito”, racconta. Un momento raro, che testimonia ancora una volta la sua attenzione e la capacità di trovarsi nel posto giusto al momento giusto.
In questi giorni, fino al 22 marzo, Daniele presenta alla Scuola Grande di San Teodoro, ingresso gratuito, orario 10-18, la sua prima mostra fotografica, dal titolo “Wild Gazes, Sguardi Selvatici, un viaggio fotografico tra Cielo e Terra”. Un’esposizione che raccoglie 40 immagini, ognuna da osservare con calma, una alla volta. Scatti che sanno incantare, far sognare e anche riflettere sul rapporto tra uomo e natura.
La mostra ha anche un significato profondamente personale. È dedicata al nonno Giovanni Rossi detto Specenè, pescatore e regatante, scomparso pochi giorni fa. “Mi portava sempre con sé. Mi ha trasmesso l’amore per la laguna”, racconta Daniele con emozione. È anche grazie a quei ricordi se oggi la sua passione è diventata qualcosa di concreto. Quella di Daniele Barbaro non è solo una mostra, ma l’inizio di un percorso. Un sogno che prende forma: “Vorrei poter fare il fotografo”, dice. E guardando le sue immagini, sembra già sulla strada giusta.
