Venezia, alla Fenice la prima grande biografia su Tartini

Un lavoro fantastico, bello e utile. Così è stato definito il volume “Giuseppe Tartini. Genio dell’arco. Una biografia critica”, firmato da Mirko Schipilliti, pubblicato da Zecchini Editore e presentato nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice.

L’opera, frutto di oltre un anno di lavoro e composta da più di 500 pagine, rappresenta la prima monografia completa dedicata a Giuseppe Tartini (1692-1770), colmando un vuoto editoriale che durava da almeno ottant’anni, dai tempi del volume di Antonio Capri del 1945.

Alla presentazione sono intervenuti Andrej Rojec (Pirano), insieme ai musicologi Paolo Da Col e Franco Rossi, che hanno dialogato con l’autore. Il libro si avvale inoltre della prefazione di Andrea Marcon, tra i più autorevoli interpreti della musica del Settecento.

Il progetto editoriale è stato sostenuto dal Comune di Pirano, dalla Comunità degli italiani di Pirano e dalla Comunità autogestita della nazionalità italiana di Pirano, con la collaborazione del Comune di Padova e degli Amici della Musica di Padova, città profondamente legate alla vita e all’attività del compositore.

Figura centrale del Settecento musicale europeo, Tartini fu uno dei più grandi violinisti del suo tempo, didatta di fama internazionale e studioso appassionato, noto anche per la scoperta del cosiddetto “terzo suono”. Definito «uno dei più celebri violinisti» da Leopold Mozart e «il maggiore compositore di questi tempi» da Leonhard Euler, il musicista istriano è stato a lungo circondato da mito e leggenda.

Il volume di Schipilliti restituisce finalmente un quadro organico della sua figura, analizzando in modo sistematico fonti, documenti e studi precedenti, e inserendo la sua produzione nel contesto storico e culturale europeo. Un lavoro che ricostruisce in modo lineare e approfondito il percorso biografico e artistico di un protagonista assoluto della musica del XVIII secolo.

Tartini ebbe un legame affettivo e professionale significativo con Venezia, allievi influenti, il rapporto con la Basilica di San Marco e con gli Ospedali, come La Pietà. Qui fu attivo e stimato, frequentando ambienti musicali di primo piano e contribuendo alla vita artistica della città. Parte del suo patrimonio musicale è oggi conservato presso il Conservatorio Benedetto Marcello, testimonianza della sua duratura influenza.

«Un lavoro enorme», ha sottolineato Schipilliti, «che dalla nascita alla morte di Tartini analizza le sue relazioni con la storia contemporanea, la musica, le composizioni e i trattati». Un’opera che unisce rigore scientifico e passione divulgativa, restituendo alla cultura europea una delle sue personalità più complesse, affascinanti ed enigmatiche.