Una sala gremita, lunghi applausi e oltre 300 ingegneri riuniti nella prestigiosa sede della Scuola Grande di San Rocco per celebrare il centenario dell’Ordine degli Ingegneri della Città Metropolitana di Venezia.
Un appuntamento che ha unito memoria storica e visione del futuro, confermando il ruolo centrale della professione in una fase di profonde trasformazioni tecnologiche, infrastrutturali e ambientali.
All’iniziativa erano presenti numerose autorità civili, istituzionali e accademiche, a testimonianza del forte legame tra il mondo dell’ingegneria, le istituzioni e il territorio veneziano.
L’evento ha rappresentato non solo una ricorrenza istituzionale, ma anche un momento di riflessione sul contributo che l’ingegneria continua a offrire allo sviluppo del territorio metropolitano e del Paese, tra innovazione, sostenibilità e nuove sfide urbane.
Il presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Città Metropolitana di Venezia, Mariano Carraro, ha sottolineato come il centenario rappresenti “un momento di responsabilità verso il futuro della professione e delle nuove generazioni”, evidenziando il valore della competenza tecnica nella gestione delle trasformazioni contemporanee. Il Presidente ha concluso: “Il lavoro degli ingegneri è al servizio della comunità. Gli ingegneri hanno contribuito a ridisegnare la città di Venezia e la città metropolitana. Sui progetti dell’acqua alta ricordo che dietro ad ogni scelta tecnica c’è un’idea: Venezia doveva essere salvata”.
Tra gli ospiti presenti anche il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, che nel suo intervento ha ricordato la recente consegna dell’Osella del Premio San Marco a Palazzo Ducale e ha annunciato che una fondamenta veneziana, vicina al ponte Valeria Solesin, è stata dedicata all’ingegnere Eugenio Miozzi, figura chiave della modernizzazione infrastrutturale della Venezia del Novecento.
Miozzi fu infatti protagonista di opere simbolo come il Ponte della Libertà e di numerosi interventi urbanistici e infrastrutturali che cambiarono profondamente il rapporto tra la città lagunare e la terraferma, contribuendo a disegnare la Venezia contemporanea.
Nel corso della giornata è stato inoltre presentato il volume Il Centenario dell’Ordine degli Ingegneri della Città Metropolitana di Venezia. 1926-2026, un’opera dedicata alla memoria storica dell’Ordine attraverso documenti, archivi, ricerca universitaria e testimonianze sulle trasformazioni del territorio e della società veneziana nell’ultimo secolo.
I lavori hanno approfondito il ruolo dell’ingegneria nello sviluppo metropolitano, con particolare attenzione ai temi dell’innovazione tecnologica, delle infrastrutture strategiche e della sostenibilità ambientale, considerati oggi snodi decisivi per il futuro delle città e dei sistemi produttivi.
Sono intervenuti, tra gli altri, Alfredo Baroncini, Guardian Grando Scuola Grande di San Rocco; Ippolita Chiarolini, Consigliere CNI; Sandro Boato, presidente del Collegio Ingegneri Venezia; Anna Saetta, Donatella Calabi, Maurizio Pozzato, Marco Bertilorenzi, Stefano Zaggia, Carla Pesce, Cesare Taliercio ed Elena Svalduz.
Partner tecnici dell’iniziativa sono stati iGuzzini, Edison, Mapei, Howden con altre realtà tra cui AdSPAS e Fondazione Archivio Vittorio Cini.
Le celebrazioni del centenario proseguiranno nei prossimi mesi con un ulteriore convegno in programma il 20 maggio a Mestre, presso M9 – Museo del ‘900 e con tre mostre, a Mestre al Museo M9 dal 20 al 24 maggio, a Chioggia alla Chiesetta San Martino dal 29 al 31 maggio,a San Donà di Piave al Palazzo della Bonifica dal 5 al 7 giugno.
