La veneziana Chiara Gigoli è neo ingegnere 110 e lode, tesi magistrale di ricerca e triennale su Venezia

Chiara Gigoli, veneziana doc del sestiere di Castello, classe 1997, un percorso di studi regolare, dalle elementari Scuola Gallina alla media Sansovino, dal liceo classico Foscarini fino all’Università degli Studi di Padova (ingegneria civile, edile e ambientale, curriculum geotecnica) frequentata facendo la pendolare. Tutti i giorni sveglia alle 5,30.

neo ingegnere Chiara Gigoli, veneziana, classe 1997

Come nasce l’idea di diventare ingegnere?

Fino a 17 anni avevo solo un’idea precisa sul mio futuro: indirizzarmi verso materie scientifiche. Le mie preferite sono sempre state la matematica e la fisica. La decisione di iscrivermi alla facoltà di ingegneria a Padova è maturata quando ho avuto l’opportunità di un incontro organizzato dal mio liceo classico. Negli appositi stand ex studenti del Foscarini raccontavano il loro percorso di studi. Incuriosita da ingegneria civile ho ascoltato prima Carolina Baruffi, giovane ingegnere con un dottorato in Francia, poi Lorenzo Pacagnella, un altro giovane ingegnere. Le loro esposizioni appassionate sui materiali e i loro suggerimenti concreti mi hanno colpita. La lampadina si è accesa su ingegneria civile che avendo matematica e fisica aveva le caratteristiche giuste per me. Ho fatto il test a numero aperto e mi sono iscritta a Padova. L’anno successivo il Foscarini mi ha contattata per parlare agli studenti della mia esperienza.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Il sogno che ho sempre avuto nel cassetto è fare ricerca. Grande è stata la mia gioia quando il professore Fabio Gabrieli che mi ha trasmesso nozioni e passioni su geotecnica, cioè lo studio sulle tipologie dei terreni, mi ha assegnato una tesi di ricerca che è durata un anno. L’argomento: le modellazioni DEM cioè con il metodo ad elementi discreti di flussi granulari secchi con particelle di ghiaia. Per esempio nel campo della geotecnica vengono simulati determinati tipi di frane, come le rock avalanches, frane in roccia secche. Con parametri e sviluppi diversi possono riferirsi anche a colate detritiche o cambiamenti climatici. I risultati ottenuti sono stati interessanti proprio perché non c’è tanta letteratura a riguardo.

Venezia, la tua città, è presente nei tuoi studi universitari?

La mia tesi triennale con il professore Paolo Simonini l’ho preparata pensando proprio a Venezia dove sono particolarmente coinvolta in quanto vi sono nata e risiedo con la mia famiglia. Il titolo era “Gli effetti dell’alta marea sugli edifici e fondazioni di Venezia”, in particolare ho approfondito il tema delle fondazioni e dell’acqua alta. A completamento dei miei studi ho scelto il corso “Elementi di geologia e sismologia” collegato all’aspetto ambientale. A livello di futuro i miei ambiti preferiti rimangono la ricerca e il rischio idrogeologico, ossia opere marittime e argini.

Ora con una laurea 110 e lode e una tesi di ricerca tutto è aperto …

Potrei continuare con l’Università di Padova o forse con quella di Bolzano che è in collaborazione con un’università francese. Mi sono arrivate anche interessanti proposte. Nel frattempo ho vinto una borsa di studio rivolta a studenti meritevoli. Ho avuto la possibilità di svolgere (e completerò) un tirocinio presso l’azienda Geofondazioni Ingegneria e Lavori Srl di Martellago, in provincia di Venezia. Mi sono trovata molto bene. L’ambiente di lavoro e il progetto di ricerca e sviluppo sono andati oltre ogni mia aspettativa. 

Conosci l’Ordine degli Ingegneri?

So che è presente in ogni provincia. Durante i corsi universitari veniamo informati sulla possibilità di iscrizione all’Ordine degli Ingegneri. Da parte mia lo farò senz’altro dopo aver superato l’esame di stato, sessione autunnale. Ho consultato i due siti dell’Ordine degli Ingegneri di Venezia. Per noi giovani ho trovato tante belle esperienze e stimolanti opportunità.

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