Centoventicinque anni di remi, passione e venezianità.
La Reale Società Canottieri Francesco Querini ha celebrato sabato 16 maggio, nella splendida cornice della Scuola Grande di San Rocco, una storia che si intreccia profondamente con quella di Venezia.
Tre nomi di campioni del remo, Ciaci, Palmiro Fongher, Strigheta. Alla Querini hanno lasciato il segno grazie a forza, tecnica e determinazione, anche allenamenti durissimi e grande spirito di squadra.
Una festa solenne e insieme popolare con tanti ragazzini che l’hanno ravvivata. Voluta dal presidente Andrea Rizzo, per rendere omaggio a uno dei sodalizi sportivi più prestigiosi e rappresentativi della città, oggi conta 150 soci. Tra le curiosità: la prima donna iscritta risale al 1978. I giovani hanno detto: “Il nostro sogno veneziano è vincere la Regata Storica”.
La Querini nacque il 16 maggio 1901 in una sala del Restaurant Bauer, per iniziativa di un gruppo di giovani veneziani guidati da Giovanni Viviani, destinato a diventare per oltre sessant’anni l’anima della società. Il nome scelto fu quello di Francesco Querini, ufficiale della Regia Marina disperso nel Mar Glaciale Artico durante la spedizione del Duca degli Abruzzi verso il Polo Nord. Una scelta che fin dall’inizio legò il sodalizio ai valori del coraggio, dell’avventura e dell’amore per il mare.
In pochi anni la Querini si impose come protagonista assoluta del canottaggio italiano e internazionale. Dalle prime gare di nuoto nel Canale della Giudecca alla costruzione della storica “Querina”, fino ai trionfi europei tra il 1906 e il 1910, la società veneziana portò i colori italiani ai vertici del remo mondiale. Straordinaria fu anche l’intuizione della disdotona, l’imponente gondola a diciotto rematori progettata nel 1903 dell’ingegner Angelo Meloncini, un capolavoro tecnico e simbolico che ancora oggi accompagna le grandi manifestazioni cittadine.
La storia della Querini attraversa tutto il Novecento intrecciandosi con quella della città e del Paese. Le guerre mondiali interruppero più volte l’attività sportiva e costarono la vita a molti soci, ma la società seppe sempre rinascere. Nel 1919, sotto la presidenza dell’eroe di Premuda Luigi Rizzo, la Querini riprese il proprio cammino adottando il Leone di San Marco e il motto “Ardisci e spera!”, ancora oggi simbolo dello spirito sociale.
Negli anni successivi arrivarono nuovi titoli italiani ed europei, partecipazioni olimpiche e una presenza costante nelle grandi competizioni remiere. Parallelamente la Querini consolidò il proprio ruolo nella voga alla veneta, custodendo l’anima più autentica della tradizione lagunare. Memorabili gli equipaggi degli anni Quaranta, così come il rilancio degli anni Settanta, favorito anche dalla rinascita della Vogalonga e dall’entusiasmo di una nuova generazione di soci e atleti.
Accanto al canottaggio, la società ha saputo aprirsi anche alla canoa olimpica, formando campioni e partecipando a mondiali, europei e Olimpiadi. Ma la Querini non è stata soltanto sport. È stata scuola di vita, luogo di appartenenza, comunità profondamente radicata nella venezianità.
Oggi, a centoventicinque anni dalla fondazione, la Querini continua con la canoa, la voga veneta e la voga in piedi a rappresentare molto più di una società remiera. È memoria viva della città, tradizione che si rinnova, passione tramandata di generazione in generazione. E mentre i remi continuano a solcare la laguna, continua anche una storia che appartiene a tutta Venezia.
