Mattarella, Felipe VI e Seguro a confronto sul futuro del lavoro. Atteso l’intervento della presidente della BCE Lagarde. Stefani (presidente Regione del Veneto) e Venturini (sindaco Comune di Venezia) hanno portato i saluti istituzionali.
Le acque calme della laguna e il Palazzo Ducale hanno fatto da sfondo a una delle riflessioni più strategiche per il futuro dell’Europa. L’intelligenza artificiale come opportunità di crescita, ma anche come sfida per il lavoro, le competenze e la coesione sociale.
È attorno a questi temi che si è aperto mercoledì 17 giugno, nella cornice della Fondazione Giorgio Cini sull’Isola di San Giorgio Maggiore, il XIX Simposio COTEC Europa, appuntamento annuale che riunisce istituzioni, imprese, mondo accademico e ricerca dei tre Paesi promotori, Italia, Spagna e Portogallo.

A portare i saluti istituzionali il presidente della Regione del Veneto Alberto Stefani: “Oggi ci troviamo di fronte a un tema che sta incidendo profondamente sul presente e sul futuro della società: la trasformazione del mondo generata dall’Intelligenza artificiale. Non dobbiamo mai dimenticare che dietro questa tecnologia deve esserci sempre l’individualità umana: una dimensione che va preservata e che deve governare i processi dell’Intelligenza artificiale”.

Il sindaco di Venezia Simone Venturini ha detto: “La storia ci insegna a essere forti nella volontà di crescere e a migliorare il proprio benessere, ma dall’altra parte attenti a non essere arroganti e tracotanti. Quindi occorre manovrare con cura tutto questo momento”.

Ad aprire i lavori è stato Gianfelice Rocca, presidente della Fondazione Giorgio Cini, che ha richiamato l’importanza della piattaforma IA, sottolineando l’impegno con i padri benedettini.
Particolarmente significativa la presenza delle massime autorità istituzionali dei tre Paesi. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il Re di Spagna Felipe VI e il presidente della Repubblica portoghese António José Seguro hanno partecipato alla sessione inaugurale dedicata al tema “Rethinking Work in the Age of AI: Transformation, Opportunity and Governance” (Ripensare il lavoro nell’era dell’IA: Trasformazione, Opportunità e Governance), che pone al centro del dibattito europeo gli effetti dell’intelligenza artificiale sui sistemi produttivi e sul mercato del lavoro.
Nel suo intervento Mattarella ha evidenziato che “l’IA sta cambiando il modo in cui organizzare la società”, soffermandosi sui valori, sugli obiettivi, sul criterio della responsabilità nel rendere conto, sulla sicurezza e sui diritti e la libertà dei cittadini”. Il Presidente ha citato la prima enciclica di Papa Leone XIV dal titolo “Magnifica humanitas”. Un pensiero l’ha rivolto alle giovani generazioni e alle sfide dei prossimi anni, innovazione, lavoro, democrazia.
Felipe VI ha invece ricordato Venezia come “città deliziosa, nata sulla laguna che ha abbracciato il Mediterraneo” e ha sottolineato che “l’Intelligenza artificiale sta creando nuovi spazi di conoscenza. L’Intelligenza artificiale deve adeguarsi a noi e non possiamo costruire il futuro digitale dell’Europa senza rispettare le leggi ma non possiamo arrivare in ritardo”.
Seguro invece ha richiamato l’importanza del summit sul tema dell’Intelligenza artificiale: “L’IA non è neutra e non è nelle mani di tutti. Dobbiamo governare con pensiero critico. Dietro all’IA non c’è una persona che firma e risponde. La minaccia è la velocità. Talvolta ci manca il coordinamento ma l’Europa deve essere esigente nei diritti. Abbiamo bisogno di una cultura di governance sull’IA”.
Uno dei momenti più attesi della giornata è stato l’intervento della presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde. Davanti alla platea internazionale del Simposio, Lagarde ha affermato che “l’Intelligenza artificiale deve essere regolamentata e la storia ci offre un modello. Siamo lontani da un accordo globale ma l’Europa non può aspettare“, evidenziando come l’intelligenza artificiale stia già trasformando produttività, organizzazione del lavoro e competitività delle economie europee.
Secondo la presidente della BCE la sfida per governi e istituzioni sarà quella di accompagnare la transizione con investimenti nelle competenze, nell’innovazione e nelle politiche di inclusione.
Nel corso della giornata imprenditori, economisti, studiosi e rappresentanti della ricerca si sono confrontati sulle prospettive occupazionali aperte dall’IA e sui rischi connessi alla trasformazione tecnologica. Sullo sfondo è rimasta la questione centrale. Come garantire che l’innovazione diventi uno strumento di crescita condivisa e non un fattore di nuove disuguaglianze.
Dal Simposio di Venezia emerge intanto un messaggio destinato ad alimentare il dibattito europeo dei prossimi mesi. L’intelligenza artificiale non rappresenta soltanto una rivoluzione tecnologica, ma una scelta politica, economica e sociale che richiede regole, investimenti e una visione comune del futuro del lavoro.
