Sognando Itaca salpa da Venezia

Ha preso il largo oggi da Venezia l’edizione 2026 di Sognando Itaca, il progetto di velaterapia riabilitativa promosso da AIL – Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma – dedicato al miglioramento della qualità della vita delle persone affette da tumori del sangue.

L’edizione 2026 è stata presentata presso la Compagnia della Vela, sull’Isola di San Giorgio Maggiore, in una giornata che ha unito medicina, sport, benessere e sensibilizzazione sui temi della prevenzione e della sostenibilità. L’iniziativa è patrocinata dal CONI, dalla Federazione Italiana Vela e dalla Lega Navale Italiana.

L’incontro è stato aperto da un momento particolarmente significativo dedicato al centenario della nascita del Principe Fabrizio Alliata di Montereale, figura storica dell’AIL e tra i fondatori dell’associazione nel 1969. Un ricordo che ha evidenziato il legame tra la storia dell’organizzazione e la sua continua capacità di innovare i percorsi di sostegno ai pazienti.

Nato nel 2006 sul Lago di Garda, Sognando Itaca ha raggiunto il mare nel 2009, ampliando progressivamente il proprio raggio d’azione fino a diventare uno dei progetti più rappresentativi dell’AIL. Attraverso l’esperienza della navigazione, i pazienti condividono momenti di vita, collaborazione e crescita personale insieme a familiari, medici, psicologi, infermieri, volontari e skipper. Il mare diventa così uno spazio di riabilitazione fisica e psicologica, dove recuperare fiducia nelle proprie capacità e ritrovare una migliore qualità della vita.

Alla presentazione sono intervenuti Giuseppe Duca, presidente della Compagnia della Vela; Giuseppe Toro, presidente nazionale AIL; Giovanni Alliata di Montereale, presidente onorario AIL Venezia; Giuseppe Navoni, vicepresidente nazionale AIL e coordinatore di Sognando Itaca; Simona Donati, esperta della Segreteria tecnica del Ministero per le Disabilità; Cristina Skert, direttore dell’UOC di Ematologia dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre-Venezia; Eleonora Cason, psicologa e psicoterapeuta di AIL Treviso; Mariaclaudia Cusumano, ricercatrice dell’Università Milano-Bicocca; Aurelio Angelini, presidente del Comitato nazionale per l’Educazione alla Sostenibilità Agenda 2030; Marco Semprebon, responsabile Territorial Development Nord Est di UniCredit e Daniele Scarpa, skipper del progetto Desire AIL Venezia.

Tra i temi centrali dell’incontro il rapporto tra ambiente e salute, sempre più al centro del dibattito scientifico e sanitario. Il professor Aurelio Angelini ha evidenziato come una quota rilevante delle patologie oncologiche sia legata agli stili di vita, ricordando che fino al 50 per cento dei tumori può essere prevenuto attraverso comportamenti corretti. Il messaggio è stato chiaro, stop al fumo, limitazione del consumo di alcol, adesione ai programmi di screening e attività fisica regolare sono stati indicati come strumenti fondamentali di prevenzione. Almeno 150 minuti di esercizio fisico al giorno rappresentano uno degli obiettivi raccomandati per mantenere uno stato di salute ottimale.

Medicina, prevenzione e qualità della vita sono stati dunque i fili conduttori della giornata veneziana, che ha unito il valore terapeutico dello sport alla promozione di una maggiore consapevolezza sui temi della salute e della sostenibilità.

Al termine della presentazione, le parole hanno lasciato spazio al mare. Le imbarcazioni hanno mollato gli ormeggi e preso il largo nella laguna veneziana, dando ufficialmente il via all’edizione 2026 del progetto. Da Venezia la flotta proseguirà il viaggio lungo l’Adriatico con tappe a Rimini, Pesaro, Ancona, Giulianova, Bari e Brindisi coinvolgendo le sezioni territoriali dell’AIL, i centri di ematologia e le comunità locali.

Con il sole a illuminare la laguna e le vele spiegate verso l’orizzonte, è iniziato un nuovo viaggio che da vent’anni trasforma il mare in uno spazio di cura, inclusione e speranza. Perché, come insegna il mito di Ulisse da cui il progetto prende il nome, il valore di ogni viaggio non risiede soltanto nella meta, ma nel percorso condiviso per raggiungerla.