Regata Storica, festa di bellezza, colori e giovani

La tradizione c’è tutta, riconoscibile nelle imbarcazioni, nei costumi, negli antichi stendardi, nei gesti dei regatanti e nell’attesa di chi si affaccia dalle rive. Eppure la Regata Storica restituisce anche l’immagine di una Venezia contemporanea e giovane.

Per Simone Venturini è la prima Regata Storica da sindaco di Venezia: «È una festa che è anche una tradizione veramente profonda. Nell’insieme è un momento in cui la città scende sulle rive, scende in acqua per fare il tifo e per partecipare a questa festa, ma è anche un momento in cui si riafferma il legame di Venezia con l’acqua. È l’essenza di Venezia ed è giusto che sia sempre più partecipata, con una particolare attenzione alle nuove generazioni di campioni del remo».

Sindaco di Venezia Simone Venturini

Il Canal Grande torna a essere il centro della città. Lo sono anche le rive, le terrazze e le finestre, dalle quali residenti e ospiti seguono il passaggio delle imbarcazioni e applaudono. Un colpo d’occhio che restituisce Venezia alla sua storia e, nello stesso tempo, ne racconta il presente.

Colori, voci, bandiere e riflessi si mescolano sull’acqua, mentre gli alzaremi scandiscono i momenti più solenni. Dalle bissone ai gondolini, dalle mascarete alle caorline, ogni barca mostra forme, dimensioni e modi diversi di vivere la voga veneziana.

Canal Grande, corteo acqueo

Ogni imbarcazione porta con sé una storia, ma ciò che colpisce è soprattutto la partecipazione. Tra gli equipaggi e lungo il percorso si vedono molti giovani. Seguono le gare, fotografano, commentano e fanno il tifo. La Regata Storica appartiene alla storia di Venezia e continua a vivere perché le nuove generazioni imparano a conoscerla e, in molti casi, salgono in barca con un remo tra le mani.

«Il ricambio generazionale funziona», osserva Giovanni Giusto, consigliere delegato alla tutela delle tradizioni.

Disdotona, Querini

Prima della competizione, il corteo acqueo ricompone per qualche istante l’immagine della Serenissima. Tra le imbarcazioni spicca la Disdotona della Querini, che quest’anno festeggia i suoi 125 anni. «È la più grande gondola del mondo», annuncia Giusto a gran voce dalla Machina.

Accanto avanza la Casanova del Lido, interamente bianca, seguita dalla Dragon Boat con le donne in rosa. Presenze differenti, unite dallo stesso gesto del remo.

U Dragun, Camogli

Una presenza inconsueta nel corteo veneziano è quella di U Dragun di Camogli, imbarcazione simbolo della marineria camogliese e ligure. Il suo equipaggio procede con la caratteristica «voga alla rovescia», offrendo al pubblico uno spettacolo insolito. A prua c’è il sindaco di Camogli Giovanni Anelli, che sbarca per raggiungere il sindaco di Venezia Simone Venturini. Dall’imbarcazione viene issata una bandiera con gli stemmi delle due città. Un gesto dal forte valore simbolico, che trasforma l’antica rivalità tra Genova e Venezia in un messaggio di pace.

Nella balotina trova posto anche il vogatore più anziano, 91 anni. Un’immagine che racconta meglio di molte parole quanto la voga possa attraversare le generazioni. Poco distante avanza la caorlina a 24 remi, subito ribattezzata «Caorlona», imponente per dimensioni e per il numero dei vogatori.

La Regata è storica proprio perché continua a essere attuale. È il pensiero del presidente di Vela spa, Piero Rosa Salva. «La Regata conferma la sua eternità e la sua attualità. È storica e al tempo stesso attuale perché ogni anno si reinterpreta nei cambiamenti della società, della città e della gente. È una grande festa».

Poi arriva la gara e tutto cambia ritmo. Sulle mascarete compare il numero 1522, il servizio pubblico contro la violenza e lo stalking. L’eleganza lascia spazio alla fatica, alla concentrazione e alla forza degli equipaggi. Le barche si contendono ogni tratto del percorso, accompagnate dalle voci del pubblico.

È nel passaggio dalla rievocazione alla competizione che la Regata mostra la propria vitalità. Festa da guardare e pratica sportiva ancora radicata nella città.

«Negli ultimi anni c’è stato un grande ricambio di atleti. Questo conferma che è una tradizione molto viva», sottolinea il direttore di Vela spa, Fabrizio D’Oria. «Ogni anno l’appuntamento di settembre è un momento di coesione di tutta la città».

La presenza dei giovani rafforza questa dimensione. Sono loro a dare alla manifestazione un volto nuovo, senza spezzare il legame con chi li ha preceduti. Nel modo in cui impugnano il remo, affrontano la gara o seguono gli equipaggi dalla riva si legge una continuità concreta, costruita attraverso l’esperienza e la partecipazione.

Lo rileva anche la rettrice di Ca’ Foscari Tiziana Lippiello, presente alla sua ultima Regata Storica prima della conclusione del mandato, prevista a settembre: «Lo sport è un importante collante sociale tra gli studenti».

A rappresentare il clero è don Ettore Fornezza: «La Regata è storica e attuale perché tante persone che stanno vogando vivono della voga. Quest’anno vedo tanti giovanissimi. È una gioia».

accademico Spyridon Flogaitis

Tra le presenze internazionali spicca anche l’accademico greco Spyridon Flogaitis, originario dell’isola di Leucade, che ha raccontato: «Sono venuto apposta per assistere alla famosa Regata Storica. Anche nella nostra piccola isola, ad agosto, si svolge una festa del mare chiamata Barcarola».

La Regata Storica rimane una delle immagini più conosciute di Venezia, ma vista da vicino racconta qualcosa di più. Racconta una città che torna a incontrarsi intorno all’acqua. Una città attraversata dalla bellezza, accesa dai colori e animata da molti giovani. La tradizione resta e continua a muoversi seguendo il ritmo dei remi.

Foto di Vittorio Baroni