Lippiello, dopo Ca’ Foscari torna alla ricerca a Shanghai

«Tornerò a insegnare, ritorno alla mia ricerca. Mi è mancata in questi sei anni». Tiziana Lippiello concluderà il 30 settembre il suo mandato alla guida dell’Università Ca’ Foscari.

Dopo sei anni che descrive come un impegno «h24», si prenderà un anno sabbatico. Trascorrerà i primi sei mesi a Shanghai, all’Università Fudan, per proseguire gli studi e lavorare al progetto di un centro dedicato alle relazioni culturali tra Venezia e la città cinese. «Devo costruire su questo. Da giovane ho studiato in questa antica università», dice.

Nel bilancio di fine mandato, la rettrice indica la ricerca, la didattica e l’internazionalizzazione tra i risultati principali. I rapporti con le università asiatiche si sono consolidati e l’ateneo ha investito negli studi sull’Asia orientale, in particolare su Cina, Giappone e Corea. È un percorso che si lega alla storia di Ca’ Foscari, nata nel 1868 come scuola superiore di commercio, dove lo studio delle lingue era parte della formazione fin dalle origini. Lippiello ricorda anche l’accoglienza, attraverso borse di studio, di studenti provenienti da Russia, Ucraina, Palestina, Israele.

L’offerta formativa di Ca’ Foscari comprende 67 corsi di studio, 24 triennali e 43 magistrali. Quindici sono erogati interamente in lingua inglese. Si aggiungono nove curricula internazionali e 37 accordi per il conseguimento di un doppio titolo o un titolo congiunto con atenei europei e asiatici. Lippiello descrive i conti dell’università come in ordine e il bilancio come florido.

Tra gli episodi che ricorda ci sono gli incontri con docenti, studenti e personale tecnico–amministrativo, le visite del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la conferenza tenuta a Ca’ Foscari dal ministro dell’Economia cinese. Cita anche la traduzione in cinese della Costituzione italiana. Secondo la rettrice, il collegamento aereo tra Shangai e Venezia è nato da un’iniziativa sviluppata nell’università e ha contribuito ad aprire la strada al volo tra Venezia e Pechino.

Una parte del mandato è stata dedicata agli spazi per lo studio e il lavoro. Ca’ Foscari ha aperto una residenza universitaria, messo in funzione l’edificio Epsilon nel Campus Scientifico di Mestre e riqualificato il Magazzino 4 a San Basilio, dove sono state ricavate undici aule per oltre 1.100 posti. Sono state restaurate le sedi di Ca’ Cappello e San Sebastiano e acquisito Palazzo Rio Novo per il polo umanistico.

Tra i progetti avviati ci sono il recupero delle ex caserme Pepe e Bellemo al Lido, destinate a ospitare uno studentato, l’individuazione di una nuova sede per il Campus di Treviso e la rifunzionalizzazione del complesso Ai Frari con ESU. È previsto anche il recupero della chiesa dello Spirito Santo, destinata a diventare una biblioteca di area linguistica aperta alla città.

«Non pensavo sarebbe stata un’esperienza così forte e coinvolgente», racconta Lippiello. Dei sei anni trascorsi alla guida dell’ateneo porta con sé i risultati, ma anche «i momenti di difficoltà, gioia e umanità» condivisi con la comunità universitaria. «Hanno lasciato un segno indelebile nei miei ricordi».